Labyrinthes

Ossessivamente sogno di un labirinto piccolo, pulito, al cui centro c’è un’anfora che ho quesi toccato con le mani, ma le strade erano così contorte, così confuse, che una cosa mi apparve chiara: sarei morto prima di arrivarci.

Un sogno

In un luogo del deserto dell’Iran c’è una torre di pietra non molto alta, senza porta né finestra. Nell’unica stanza (il cui pavimento è di terra e la forma del cerchio) c’è un tavolo di legno e una panca. In quella cella circolare un uomo che mi somiglia scrive, in caratteri che non comprendo, un lungo poema su un uomo … Continua a leggere

Passato

I ricordi, queste ombre troppo lunghe del nostro breve corpo, questo strascico di morte che noi lasciamo vivendo i lugubri e durevoli ricordi, eccoli già apparire: melanconici e muti fantasmi agitati da un vento funebre. E tu non sei più che un ricordo. Sei trapassata nella mia memoria. Ora sì, posso dire che che m’appartieni e qualche cosa fra di … Continua a leggere

Le linee della mano

Da una lettera abbandonata su una tavola esce una linea che corre sull’asse di pino e scende lungo la gamba. Basta osservare bene per scoprire che la linea continua lungo il pavimento di legno, risale per il muro, entra in una stampa che riproduce un quadro di Boucher, disegna la schiena di una donna china su un divano, e infine … Continua a leggere

Foglie

Quanti se ne sono andati quanti che cosa resta nemmeno il soffio nemmeno il graffio di rancore o il morso della presenza tutti se ne sono andati senza lasciare traccia come non lascia traccia il vento sul marmo che passa come non lascia orma l’ombra sul marciapiede tutti scomparsi in un polverio confuso d’occhi un brusio di voci afone, quasi … Continua a leggere

L’attrazione e l’estinzione

Durante gli ultimi mesi della primavera ed i primi mesi dell’estate del 1835, i pochi passanti del Marais, i bottegai dai loro negozi, gli sfaccendati dalla soglia delle porte, potevano notare un vecchio decorosamente vestito di nero, che ogni giorno, sull’imbrunire, usciva dalla via dell’Homme-Armé, dalla parte di via Santa Croce della Bretonnerie, raggiungeva la via Culture Sainte Cathérine e, … Continua a leggere

non omnis moriar

Sogno di vivere perché non so d’essere sveglio – un altro giorno stanotte brucerà dormendo come una luna in teatro. E un’abitudine tarda, un susseguirsi d’ombre nella giostra s’arresta. Facendo i conti io sfioro il secolo e mi rattrista, quasi m’uccide veder negli altri occhi la Morte. non omnis moriar è un verso di Orazio non morirò del tutto

A Portrait Of The Artist As A Young Man

Il cuore gli tremava, il respiro s’accelerava e uno spirito indomito gli alitava sulle membra, come se stesse innalzandosi alla volta del sole. Il cuore gli tremava in un’estasi di terrore e la sua anima fuggiva. L’anima gli s’innalzava in un’atmosfera al di là del mondo e il corpo, che lui conosceva, era purificato in un solo soffio, spogliato dell’incertezza … Continua a leggere