Epilogo

Un uomo si propone di disegnare il mondo. Nel corso degli anni popola uno spazio con immagini di province, di regni, di montagne, di baie, di vascelli, di isole, di pesci, di case, di strumenti, di astri, di cavalli e di persone. Poco prima di morire, s copre che quel paziente labirinto di linee traccia l’immagine del suo volto. J.L.Borges … Continua a leggere

Dolore

Mi sono svegliato presto, stamattina, e dal letto ho guardato lontano nello Stretto e ho visto una barchetta traversare le acque agitate con una sola luce accesa. Mi sono ricordato di un mio amico che era solito chiamare a gran voce la moglie morta dalla cima dei colli attorno a Perugia. Che ha continuato a mettere un piatto in tavola … Continua a leggere

Raccontare, Resistere

La Patagonia mi manca, anche se è difficile capirlo: laggiù non c’è nulla, assolutamente nulla, eppure quei luoghi mi legano, mi incatenano terribilmente. È difficile da spiegare: quella sensazione di libertà che ti danno i grandi spazi aperti, il sapere che se ti muovi in qualunque direzione non ti mancherà mai la terra sotto i piedi… Una volta ho visto … Continua a leggere

Ulrica

Non c’erano più né mobili né specchi. Non c’era più una spada fra noi due. Come sabbia scorreva il tempo. Secolare, nel buio, fluì l’amore e possedetti per la prima ed unica volta l’immagine di Ulrica. J.L.Borges

Labyrinthes

Ossessivamente sogno di un labirinto piccolo, pulito, al cui centro c’è un’anfora che ho quesi toccato con le mani, ma le strade erano così contorte, così confuse, che una cosa mi apparve chiara: sarei morto prima di arrivarci.

Un sogno

In un luogo del deserto dell’Iran c’è una torre di pietra non molto alta, senza porta né finestra. Nell’unica stanza (il cui pavimento è di terra e la forma del cerchio) c’è un tavolo di legno e una panca. In quella cella circolare un uomo che mi somiglia scrive, in caratteri che non comprendo, un lungo poema su un uomo … Continua a leggere

Passato

I ricordi, queste ombre troppo lunghe del nostro breve corpo, questo strascico di morte che noi lasciamo vivendo i lugubri e durevoli ricordi, eccoli già apparire: melanconici e muti fantasmi agitati da un vento funebre. E tu non sei più che un ricordo. Sei trapassata nella mia memoria. Ora sì, posso dire che che m’appartieni e qualche cosa fra di … Continua a leggere