Le linee della mano

Da una lettera abbandonata su una tavola esce una linea che corre sull’asse di pino e scende lungo la gamba. Basta osservare bene per scoprire che la linea continua lungo il pavimento di legno, risale per il muro, entra in una stampa che riproduce un quadro di Boucher, disegna la schiena di una donna china su un divano, e infine … Continua a leggere

Foglie

Quanti se ne sono andati quanti che cosa resta nemmeno il soffio nemmeno il graffio di rancore o il morso della presenza tutti se ne sono andati senza lasciare traccia come non lascia traccia il vento sul marmo che passa come non lascia orma l’ombra sul marciapiede tutti scomparsi in un polverio confuso d’occhi un brusio di voci afone, quasi … Continua a leggere

L’attrazione e l’estinzione

Durante gli ultimi mesi della primavera ed i primi mesi dell’estate del 1835, i pochi passanti del Marais, i bottegai dai loro negozi, gli sfaccendati dalla soglia delle porte, potevano notare un vecchio decorosamente vestito di nero, che ogni giorno, sull’imbrunire, usciva dalla via dell’Homme-Armé, dalla parte di via Santa Croce della Bretonnerie, raggiungeva la via Culture Sainte Cathérine e, … Continua a leggere

non omnis moriar

Sogno di vivere perché non so d’essere sveglio – un altro giorno stanotte brucerà dormendo come una luna in teatro. E un’abitudine tarda, un susseguirsi d’ombre nella giostra s’arresta. Facendo i conti io sfioro il secolo e mi rattrista, quasi m’uccide veder negli altri occhi la Morte. non omnis moriar è un verso di Orazio non morirò del tutto